Oli Essenziali – Composti Ossigenati

Tutti abbiamo in comune un aspetto fondamentale quando si parla di emozioni: siamo in grado di percepire se ciò che proviamo ci porta verso undepauperamento energetico, una sensazione di stanchezza o una ridotta predisposizione alle attività dinamiche e relazionali. Queste emozioni vengono spesso considerate “negative”, ma, proprio come accade nell’analisi deicomposti ossigenati degli oli essenziali, ciò che appare disarmonico in superficie può rivelare segnali profondi di trasformazione. Alcune molecole aromatiche, infatti, mostrano la loro vera funzione solo quando osservate con attenzione: allo stesso modo, anche le emozioni più pesanti possono indicare un cambiamento interiore in atto.

Allo stesso tempo sperimentiamo emozioni che ci infondono una sana voglia di attivarci, progettare, creare e generare condizioni favorevoli al nostro benessere. Sono le emozioni che riconosciamo come “positive”, proprio come glialcoli, gli esteri o gli ossidipresenti negli oli essenziali, noti per le loro proprietà riequilibranti e stimolanti. Tuttavia, così come in aromaterapia è importante valutare lagiusta concentrazionedei composti ossigenati per evitare eccessi, anche nel mondo emotivo è essenziale mantenere un equilibrio. Un picco di eccitazione o di gioia eccessiva può essere tanto logorante quanto una fase di apatia o depressione.

L’oscillazione continua tra estremi emozionali mette sotto pressione i nostri sistemi di compensazione interna, proprio come un uso improprio degli oli essenziali può alterare l’armonia naturale dell’organismo. Anche rimanere troppo a lungo in un’unica “zona emotiva”, per quanto apparentemente positiva, può generare squilibri. Ignorare questi segnali, nel corso della vita, può contribuire all’insorgenza di disturbi che coinvolgono sia la sfera fisica che quella mentale.

Comprendere il ruolo delle emozioni e deicomposti ossigenatinegli oli essenziali significa imparare a riconoscere ciò che sostiene il nostro equilibrio e ciò che lo destabilizza. È un invito a osservare con consapevolezza, a dosare con cura e a scegliere ciò che favorisce davvero il nostro benessere profondo.

AlcoliUn esempio di alcolmonoterpenico è dato dal linalolo, presente negli oli essenziali di coriandolo, basilico, lavanda e bergamotto.
AldeidiGli aldeidi sono composti organici con proprietà antifunghigine, antinfiammatorie e disinfettanti e sedative, Presenti in oli essenziali come quello di melissa e di citronella
ChetoniI chetoni invece hanno effetti terapeutici nel faciitare la secrezione di mucose e nella rigenerazione dei tessuti. Presenti ad esempio nell’olio di eucalipto.
EsteriGli esteri hanno effetti sedativi e antispasmodici. Possiedono anche proprietà antifunghigine e antimicotiche. L’estere più noto è l’acetato di linalile
EteriGli eteri possiedono proprietà analgesiche, decongestionanti diuretiche, decongestionanti e cardiotoniche. Fra i più noti è l’anetolo
FenoliQuesti possiedono proprietà antibatteriche ed antiparassitarie. Fra questi citiamo il timolo (olio di Timo), il carvacrolo (olio di Origano) e l’eugenolo (chiodi di garofano e basilico).
TerpeniI terpeni sono costituenti principali delle resine di molte piante. Fra i terpeni troviamo il geraniolo, il Mentolo, il mircene, la canfora, il limonene.
Fonte del testo in tabella: “Chimica, biochimica e metachimica degli oli essenziali” – Edizioni Enea